sabato 28 aprile 2007

Dischi blues da salvare




Molti anni fa, ascoltando gruppi rock come i Led Zeppelin od i Rolling Stones mi trovavo ad essere particolarmente colpito da alcuni dei brani da loro eseguiti. Cominciai così a familiarizzare con nomi come Willie Dixon o Muddy Waters i cui brani venivano spesso da questi gruppi eseguiti. I Rolling Stones a più riprese citavano come fonti della loro ispirazione i bluesmen americani che nella loro patria erano spesso dimenticati e fuori dai circuiti commerciali. Anche Eric Clapton, esaltato come il Dio della chitarra elettrica ( "Clapton is God" si leggeva sui muri di Londra), mostrava continuamente il suo amore ed il debito che la sua musica aveva verso il blues.
D'altronde aveva suonato con i Bluesbreakers e con altri gruppi della scena blues inglese prima di fondare i Cream con Ginger Baker e Jack Bruce. Ma torniamo a noi. Il primo disco di blues che ho comprato è stato "Between the hard place and the ground" (Takoma 7070, del 1979) di Michael Bloomfield, acquisto suggerito da una recensione di Red Ronnie sulla rivista "Popster". Questo LP ci mostra il grande chitarrista bianco alle prese con un blues elettrico e molto caldo registrato probabilmente in diretta in studio. Nel retro copertina si vede nell'ombra la sagoma del chitarrista con in mano una Telecaster e circondato da vecchi amplificatori Fender a valvole. Chiude il disco uno splendido blues lento cantato dal bassista Roger Troy " Your friends" scritto da D. Malone.
Mike Bloomfield, scoprì anni dopo, era nato a Chicago , membro della Paul Butterfield Blues Band (gruppo storico del blues bianco americano) , aveva suonato in "Highway 61 Revisited " celebratissimo disco di Bob Dylan. A questo proposito è da ricordare il concerto tenuto come chitarrista di Dylan al Newport Folk Music Festival del 1965 quando il repertorio "elettrico" del cantautore sconvolse gli ascoltatori più puristi. In seguito Bloomfield realizzò vari progetti unendosi agli "Electric Flag", suonando nel disco "Super Session" con Al Kooper ( un altro ex Dylan del 1965), e realizzando in seguito vari dischi a suo nome. Venne anche in Italia per suonare e mi ricordo di aver visto delle sue foto ed un'intervista con Red Ronnie ( che evidentemente lo conosceva personalmente ed apprezzava). Purtroppo Mike, come molti altri grandi musicisti, morì per una overdose in California nel 1981. Per altre informazioni vi invio al suo sito mikebloomfield.com .
A questo punto, sempre più preso dal blues comprai "Hard again"(1977) di Muddy Waters. Disco prodotto e voluto da Johnny Winter, che, dopo anni in cui Muddy era stato un po' dimenticato, lo riportò ad incidere e a ritrovare un po' di successo. Nel disco , oltre a Johnny Winter, abbiamo la sua band dell'epoca con James Cotton all'armonica. Muddy ben supportato dalla produzione di Johnny Winter e dalla band , riprende brani classici del suo repertorio come " Mannish Boy", " I want to be loved" ed uno dei primi brani da lui incisi " I can't be satisfied". Il disco ebbe un buon successo facendo conoscere Muddy anche ad un nuovo pubblico bianco e giovane . Il brano " Mannish boy" venne anche usato per uno spot di jeans molto famosi .



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